CONFCOOPERATIVE PIACENZA FESTEGGIA I 70 ANNI E CONTINUA A CRESCERE

Territorio, appartenenza e futuro sono le tre parole su cui si incardinano i valori dell’Organizzazione

Territorio, appartenenza e futuro. Sono le tre parole su cui si incardinano i valori di Confcooperative, che a 70 anni dalla nascita festeggia parlando di principi e ideali. «Siamo al centro delle comunità» ripetono come un mantra tutti i cooperatori, così nessuno si sorprende quando c’è chi afferma: «Abbiamo creato dei posti di lavoro in montagna. E questo ci ha emozionato».
Il 2019 sarà un anno intenso per Confcooperative Piacenza, che ha in programma una lunga serie di iniziative ideate per sottolineare una ricorrenza importante. Il via al Germoglio, in un incontro dal titolo “Il valore del passato nella visione del futuro”. Perché, come ha spiegato il presidente Daniel Negri nell’intervento introduttivo, «i bisogni periodicamente ritornano, dobbiamo fare i conti con una circolarità che a distanza di tempo ci pone di fronte alle stesse necessità e agli stessi bisogni da soddisfare. Per questo rileggere l’enciclica Rerum Novarum ci permetterebbe di trovare ancora oggi temi attualissimi. Non dobbiamo dimenticare da dove veniamo; la nostra base è stato il grande dinamismo del cattolicesimo sociale».Basi solidissime associate a progetti che permettono di entrare nel futuro, ma solamente se si ha un’idea chiara di dove stiamo andando. «Per anni – ha spiegato Guido Caselli, direttore di Unioncamere Emilia Romagna – abbiamo navigato nell’economia convinti di avere sempre del mare davanti a noi. Adesso ci siamo resi conto che l’acqua può anche finire». Poi, citando spesso Gaber e le sue canzoni, ha spiegato che «il mondo si muove in auto, l’Italia in bicicletta». Anche se in realtà nel nostro paese si viaggia a velocità differenti. «Diciamo che il sud procede a passo d’uomo mentre il nord è in motorino». E passando a Piacenza i dati raccontano di una città che ha sofferto la crisi più di altre realtà dell’Emilia Romagna ma che adesso funziona meglio rispetto alla media regionale. «Nel 2018 – sono le parole di Caselli – la regione è cresciuta dell’1,4 e Piacenza dell’1,6. Le previsioni per il triennio 2019-2021 raccontando di un +2,7 per l’Emilia Romagna e +2,9 per Piacenza».Restringendo il discorso all’ambito cooperativo il settore maggiormente sviluppato è il sociale, seguito da alloggio e ristorazione, mentre le costruzioni sono ancora in difficoltà. «Ma il dato più confortante è che il 72 per cento delle realtà aderenti a una centrale cooperativa ha scelto di farsi rappresentare da Confcooperative, riconoscendola come vero e proprio punto di riferimento».

Questi i numeri del presente, perché per il futuro le certezze sono poche, vista la velocità con cui cambia il mondo. «Il 65 per cento degli studenti di oggi farà un lavoro che non è ancora stato inventato». Fondamentale sarà dunque farsi trovare pronti ad affrontare i cambiamenti «tenendo però sempre ben presente la nostra direzione di marcia. Perché non tutto quello che è portato dalla tecnologia deve essere accettato o accolto con favore».

La competizione si giocherà sempre più sulla qualità dei sistemi territoriali, così al tavolo dei relatori si sono alternati i responsabili di cooperative che fanno della localizzazione il proprio punto di forza. Inizialmente parola ai responsabili di due coop del Ferrarese, con Michele Mangolini presidente della Casa Mesola, coop agricola «al centro della comunità, che non perde mai di vista l’obiettivo di creare ricchezza per le aziende e per l’intero territorio» e Michele D’Ascanio del Piccolo Principe, cooperativa sociale costituita da professionisti che hanno dato vita a una equipe multidisciplinare per la presa in carico di minori con disturbi psico-fisici. Nata nel 2014 in soli 4 anni ha già avuto in carico quasi 4000 ragazzi.

Ma anche la provincia piacentina sta vivendo un periodo di sviluppo importante, con la nascita di nuove cooperative gestite da giovani che si stanno mettendo in gioco anche in territori montani o comunque semi abbandonati. Tutti a portare le proprie esperienze innovative ma apprezzatissime, iniziando da Elena Marsiglia della Cooperativa Tre Ponti di Isola Serafini per proseguire con Samuele Risoli della coop di comunità Valnure, Marco Bergonzi di 4coop, Margherita Spezia di Studio Aura e Valentina Rimondi di Cooltour. Insieme a loro anche Gianpaolo Fornasari di  Cantina Valtidone, tutti uniti dall’idea di garantire un prodotto nuovo, giovane ma soprattutto di qualità.

Chiusura dell’intensissima mattinata affidata a Francesco Milza, presidente regionale di Confcooperative. «Il ruolo delle coop – ha spiegato nel suo intervento – è dare risposte ai bisogni delle persone. Noi lo facciamo puntando su un forte valore identitario». Oggi, e in futuro, come 70 anni fa.