La capacità delle cooperative di reinventarsi: Intervista a Giuseppe Salomoni (Presidente di Lavoro e Servizi Emilia-Romagna)

La capacità delle cooperative di reinventarsi anche e soprattutto nelle difficoltà, la necessità di sburocratizzare i processi e di formare figure professionali che sappiano affrontare al meglio le sfide del futuro. Parla a Netcoop Giuseppe Salomoni, presidente della Cooperativa Edile Appennino (CEA) e presidente di Lavoro e Servizi Emilia-Romagna.

Presidente Salomoni, come esce il tessuto cooperativo di Lavoro e Servizi Emilia-Romagna dalla pandemia? E quali le prospettive per il futuro prossimo?

“Non ne è ancora uscito in realtà, perché ci siamo ancora dentro. Ma ha reagito molto bene, anche se ci sono alcuni comparti come la ristorazione collettiva che ne soffrono enormemente. E nonostante questo riescono comunque a dare risposte. Il sistema cooperativo da questa pandemia riesce ancora una volta a crearsi delle opportunità là dove si è venuto a creare uno stress test molto forte”.

Dall’osservatorio privilegiato della sua cooperativa: che momento vive il settore edile e delle costruzioni.

“Il settore delle costruzioni è uno di quelli che sta pagando parecchio. Ci sono dei cali di fatturato dovuti a delle sospensioni di lavori e ad un rallentamento enorme del sistema. Questo smartworking così improvviso ha creato, soprattutto nell’apparato pubblico, dei fortissimi rallentamenti; noi usiamo una battuta per sdrammatizzare, e lo abbiamo ribattezzato ‘rallentyworking’. Guardavo gli ultimi dati della chiusura d’anno e la tendenza è sempre quella:  mancano fatturati a casusa della non partenza di commesse dovuta a questo rallentamento. Nessuno spirito di polemica, ovviamente, è comprensibile, ma lo smartworking fatto così all’improvviso ha messo in difficoltà noi aziende private. Poi la capacità del sistema cooperativo di dare risposte di sostegno al proprio personale ha permesso che questi rallentamenti si attenuassero molto. Il sistema pubblico è noto, la risposta immediata è difficile che ci sia. Nel campo delle costruzioni ciò ha causato dei cali di fatturato sia nelle commesse che nei servizi. In parte compensati, come si diceva prima, dalla capacità delle cooperative di reinventarsi, ma il dato è questo”.

I mercati ormai sono globalizzati, occorre esserci anche al di fuori dei confini non solo territoriali ma nazionali. Ritiene che la digitalizzazione possa essere la chiave di volta, o almeno un facilitatore per le cooperative?

“Questo assolutamente sì. Se pensiamo al mondo di oggi che è globalizzato e digitalizzato, le strutture, piccole o grandi, devono confrontarsi con questa realtà. Ovviamente ci sono stati sforzi in tal senso da parte della Federazione e della Confederazione, perché la problematica in questo senso legata alle strutture più piccole e in particolare alla possibilità di dare strumenti che siano fruibili e fruiti anche dalle piccole realtà”.

Quali le sfide dovrà affrontare in futuro la cooperazione di Lavoro e Servizi del territorio?

“Bella domanda. Noi viviamo un territorio, l’Emilia-Romagna, piuttosto favorevole perché connotato da sempre dalla presenza del sistema cooperativo capace di tenere in tutto questo periodo. Abbiamo anche una Regione che è molto attenta alle problematiche e c’è un rapporto assai stretto con l’istituzione regionale. La sfida in questo senso è di essere sempre propositivi. Penso ad esempio al tema della coprogettazione, che non deve rimanere solo una parola perché nella nostra regione l’apertura da parte dell’istituzione regionale c’è, ma sta a noi essere propositivi. Sono obiettivi che ci siamo dati, in termini culturali e di innovazione; io ho potuto notare che questo periodo è stato sfruttato da molti per innovare e innovarsi. Una delle sfide più importanti, quindi, è non rimanere statici e non pensare che l’innovazione si faccia da soli, perché servono partnership: e qui si apre tutto il mondo universitario e della scuola, dove stiamo cercando di dialogare sempre di più, così che possano uscire dal sistema scolastico delle figure giovani che capiscano cos’à la cooperazione e com’è il mondo del lavoro oggi. Perché se c’è un dato negativo è che si fatica enormemente, nel nostro panorama, a trovare delle figure professionali non solo salariate ma anche come impiegati. Colmare questo divario è un’altra grande sfida. Noi, in questo contesto, abbiamo proposto di andare nelle scuole gratuitamente quando fanno gli open day; vede, il geometra di oggi non è più quello di 20 anni fa e per far capire queste cose occorre far capire il concetto. Noto che ancora oggi si disegna con le mine e la squadra. Poi ovviamente ci sono approcci ad alcuni sistemi operativi come Autocad per esempio, ma è un processo molto lento. Noi abbiamo lanciato questa proposta ma le difficoltà ci sono e sono come sempre burocratiche, con qualche dirigente scolastico entusiasta ma fermato da queste problematiche. Anche questo è un tema importante: occorre sburocratizzare al massimo. In una Regione come la nostra, con un PNRR gestito in gran parte dagli E.E.L.L., se non sburocratizziamo non possiamo certo rischiare di doverli restituire. Qui ci sono risorse maggiori del Piano Marshall del dopoguerra e lì si spesero tutti e bene. Ma se oggi per far partire un cantiere ci vuole un anno e mezzo, bisogna che acceleriamo. Queste sono le sfide su cui noi, come sempre, faremo la nostra parte”.