Confcooperative Piacenza in Assemblea per il rinnovo delle cariche sociali

Prosegue, dopo la celebrazione del 70°, la costruzione del programma di sviluppo del mondo cooperativo piacentino.

Giornata di lavoro presso ex Chiesa del Carmine; votazioni e dibattito sui temi del momento

Costruttori di bene comune. Risposte nuove a nuovi bisogni”. È con questo slogan che Confcooperative Piacenza il prossimo lunedì 24 febbraio andrà al voto per rinnovare le cariche sociali e tracciare le linee di sviluppo del quadriennio a venire. I lavori congressuali avranno luogo presso l’ex Chiesa del Carmine, in Piazza Casali 10, di recente restituita all’utilizzo della città. La giornata sarà divisa in due momenti, una prima sessione pubblica, dalla 9,00 alle 11,30, ed una parte, a seguire, riservata agli associati, che si concluderà alla 13,30. L’incontro si aprirà con la relazione del presidente uscente, Daniel Negri, che ripercorrerà quanto di rilevante ha compiuto l’associazione nel corso del suo mandato, sottolineando anche i notevoli cambiamenti economico-sociali che hanno fatto da cornice all’operare del mondo cooperativo.

Proprio per sottolineare gli elementi di contemporaneità più caratterizzanti sono infatti previsti, dopo il saluto delle autorità, due interventi. Il primo avrà per tema il mondo della cooperazione di Comunità, e sarà condotto da Giovanni Teneggi, accreditato come massimo esperto della tematica. “Cooperative, quando la Comunità diventa un’impresa” è il titolo della relazione con cui Teneggi illustrerà lo strumento che il mondo cooperativo ha ideato ed applicato nelle zone più fragili del Paese, dove l’abbandono, la distanza dai centri urbani, ed il venir meno anche dei più elementari servizi ha trovato una possibile risposta nella progettualità e condivisione dei residenti, che si riuniscono per rilevare e gestire ciò che il mercato non permette più di sostenere (un bar, uno spaccio, centri di aggregazione e/o di primo soccorso medico, …). Gli farà seguito Pierpaolo Baroni che, con il tema “Dalla crisi alla rinascita dell’impresa”, esplorerà il fenomeno del cosiddetto “workers buyout”, ovvero quella formula già ampliamente applicata che, al seguito di un fallimento aziendale (sempre più frequente) vede i lavoratori organizzarsi in cooperativa per rilevare l’attività e riavviarla secondo canoni di condivisione e mutualità, sotto una ‘governance’ totalmente partecipata dal basso. Opzione che, spesso, ha dato buoni risultati e permesso a migliaia di persone di conservare, con il posto di lavoro, un reddito familiare.

Dopo il coffee-break partiranno invece le fasi più propriamente assembleari con gli interventi dei delegati e l’elezione sia degli organi sociali provinciali sia dei delegati all’Assemblea regionale e nazionale. Tale momento è stato preparato nei giorni scorsi con una riunione dei dirigenti delle cooperative che ha prodotto un report che evidenzia criticità e punti di forza del comparto piacentino. Tale documento verrà consegnato ai nuovi amministratori affinché possano trarne spunto per il loro agire.

Piacenza, 18 febbraio 2020