FALSE COOP, SONO NECESSARI PIU’ CONTROLLI.

L’intervento di Francesco Milza sul Corriere di Bologna (21/2/2018)

Il prof. Franco Mosconi ha perfettamente ragione quando nel suo editoriale sul Corriere di Bologna afferma che il “modello emiliano” non può permettersi di diventare l’epicentro delle false cooperative. Non può permetterselo innanzitutto perché non lo è, come dimostra la storia del movimento cooperativo lungo la Via Emilia e come confermano i dati di oggi.

Secondo il Rapporto 2017 sull’Economia Regionale, il 27% del valore realizzato dal mondo cooperativo italiano è made in Emilia-Romagna (circa 34,5 miliardi di euro). Inoltre tra il 2012 e il 2017 la cooperazione regionale ha visto aumentare sia gli occupati che il fatturato (+3%), nonostante la difficile congiuntura economica.

In 10 anni (2006-2016), le 1.700 imprese aderenti a Confcooperative Emilia Romagna hanno creato 23.000 nuovi occupati; si tratta di posti di lavoro veri, regolari, verificati. Basti pensare che il 74,3% dei 75.500 addetti è assunto nelle nostre imprese con contratti a tempo indeterminato.

Tuttavia, nessuno si deve nascondere dietro a un dito. Tantomeno i cooperatori. La vergognosa situazione creatasi con le cooperative spurie in appalto dall’azienda Castelfrigo, ci insegna che certi allarmi non vanno sottovalutati. Il problema riguarda l’intero sistema imprenditoriale e produttivo. Secondo il focus Censis-Confcooperative dal titolo “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro”, presentato alcune settimane fa a Roma, in Italia nel periodo 2012-2015 l’occupazione regolare è diminuita del 2,1%, mentre l’occupazione irregolare è aumentata del 6,3%, portando a oltre 3,3 milioni questi lavoratori, dei quali 100.000 rientrano nelle cosiddette false cooperative.

Che fare dunque? Mettere al primo posto la lotta per la legalità. E’ un compito che vede noi cooperatori impegnati da anni e sul quale dobbiamo insistere ancora di più; ed è una delle principali richieste che intendiamo fare ai candidati alle elezioni politiche. Già nella Legge di Bilancio 2017 sono state inserite alcune norme importanti che vanno in questa direzione (controlli più stringenti per le cooperative, cancellazione dall’albo delle cooperative non revisionate, abolizione della figura dell’amministratore unico). Noi chiediamo di non fermarsi, di proseguire in questa direzione. Chiediamo che il prossimo Parlamento approvi la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane con oltre 100.000 firme raccolte. E chiediamo controlli veri ed efficaci da parte dei Ministeri competenti per quelle cooperative che non appartengono a nessuna delle Centrali e che con il loro pessimo operato infangano un sistema fondamentale nell’economia di questa regione.

Francesco Milza

presidente Confcooperative Emilia Romagna