PIACENZA, COOPERATIVE IN RETE PER I NIDI DI MONTAGNA

Il progetto mira a facilitare e a garantire la presenza di bambini di età compresa fra zero e sei anni nelle strutture per l’infanzia presenti dell’appennino.

Servizi di trasporto scontati, abbattimento delle rette per chi frequenta i nidi, assistenza domiciliare per i bambini costretti a rimanere a casa. Ma anche tutela dei nuclei famigliari in situazioni di disagio, interventi sugli impianti per confort, sicurezza e benessere e promozione della lettura. Questo e tanto altro è il “Progetto +3E: più forza per la rete dei Nidi di montagna”, che mira a facilitare e a garantire la presenza di bambini di età compresa fra zero e sei anni nelle strutture per l’infanzia presenti nel nostro appennino. Nel tentativo di ottenere un risultato importante Piacenza ha fatto squadra: capogruppo dell’iniziativa sono le cooperative sociali Unicoop, Aurora Domus ed Eureka, aderenti a Confcooperative, ma al progetto hanno aderito anche sette comuni del Piacentino (Bettola, Castellarquato, Lugagnano, Morfasso, Pontedellolio, Travo e Vernasca), l’unione dei comuni Val Tidone per il nido di Pianello, l’amministrazione provinciale e l’Università Cattolica, che rivestirà il ruolo di partner scientifico e valuterà i risultati.

Il costo complessivo dell’operazione è di 431mila euro, dei quali 380mila dovrebbero essere coperti dall’Impresa Sociale “Con i Bambini”. La speranza degli ideatori è quella di essere pronti per il prossimo anno scolastico, dunque a partire da settembre 2017.

Il progetto è stato presentato nella sede di Confcooperative da Arlene Zioni, presidente di Unicoop, Carolina Soldati di Eureka e Daniela Chinosi di Aurora Domus, con il direttore di Confcooperative Nicoletta Corvi a fare gli onori di casa, alla presenza dei sindaci delle realtà interessate. «Puntiamo a creare una cultura della sensibilizzazione – ha spiegato la Zioni, che ha voluto anche ringraziare il consigliere regionale Gianluigi Molinari per il ruolo di promozione del progetto svolto tra i sindaci – contrastando la tendenza che si è venuta a creare negli ultimi anni, in base alla quale tante famiglie sono portate ad abbandonare il nostro appennino. Per provare a farle restare bisogna garantire i servizi essenziali e questo è l’obiettivo principale del Progetto 3E».

Considerazione sottolineata anche dalla Corvi, che ha posto l’accento sulla «costituzione di una rete di operatori istituzionali e privati, operazione per nulla scontata sul nostro territorio. Come Confcooperative abbiamo appoggiato a accompagnato il progetto perché crediamo nel valore del “fare insieme”». Quindi ha proseguito: «Il tema della montagna ci sta particolarmente a cuore. E’ fondamentale garantire servizi diffusi e capillari per contrastare il processo di impoverimento e spopolamento del territorio».

In rappresentanza dei sindaci è intervenuto Sandro Busca, primo cittadino di Bettola: «Finalmente dagli slogan si è passati ad azioni concrete. Siamo di fronte a un progetto organico e ben strutturato».