RIMEDIO: NASCE A PIACENZA UN NUOVO SERVIZIO

Conferenza stampa online di presentazione

Due cooperative sociali piacentine si uniscono per proporre ascolto, mediazione e sostegno psicologico

Presenti alla conferenza stampa:

Barbara Vaciago, Presidente Casa del Fanciullo

Maria Scagnelli, Coordinatrice RiMedio, Casa del Fanciullo

Stefano Sandalo, Direttore Cooperativa sociale L’Arco

Monica Francani, Coordinatrice RiMedio, Cooperativa L’Arco

Elena Busca, Responsabile di sede IRECOOP Emilia-Romagna, Piacenza

Nicoletta Corvi, Direttore Confcooperative Piacenza

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Come loro, crediamo che quando qualcosa – o qualcuno
– subisce una ferita e ha una storia, possa splendere di più.” Sono Maria Scagnelli  e Monica Francani delle due cooperative piacentine Casa del Fanciullo e L’Arco a introdurre con queste parole RiMedio. Un servizio di mediazione familiare e dei conflitti, di consulenza psicologica ed educativa, nato dalla consapevolezza che il periodo che stiamo vivendo necessita di risposte capillari, in grado di rispondere ai bisogni più urgenti, presentato venerdì 13 novembre alle 11.30 in una conferenza stampa online sulla piattaforma Zoom.

 

Sì, perché “lutti, separazioni, chiusure, ansia e stress sono diventate le parole più frequenti da inizio anno. E oltre al virus biologico si sta diffondendo una seconda pandemia: il disagio emotivo” commenta Maria Scagnelli di Casa del Fanciullo, coordinatrice di RiMedio, educatrice e mediatrice familiare con una laurea in giurisprudenza.

 

“Lo stress generato dalla situazione di emergenza che ci coinvolge è stato quantificato” aggiunge Monica Francani, psicologa, educatrice e mediatrice familiare della Cooperativa sociale L’Arco, coordinatrice anch’essa del servizio: “al 19 ottobre il Centro Studi CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) ha rilevato che il 51% della popolazione ha un livello di stress psicologico tra 70 e 100 su 100. La società di ricerca Open Evidence afferma che il 41% della popolazione italiana è a rischio salute mentale a causa di fattori di vulnerabilità socio – economica. Ancora, L’Università dell’Aquila in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata ha pubblicato sulla piattaforma MedRxiv che il 37%, su 18 mila intervistati, presenta sintomi da stress post – traumatico. E se pensiamo ai più piccoli, un’équipe dell’ Ospedale Gaslini di Genova ha rilevato nel 65% di piccoli sotto i 6 anni, oltre che nel 71% degli adolescenti, problemi comportamentali di varia natura e sintomi di regressione infantile.”

 

“Da questi dati ne esce un quadro desolante – commenta Scagnelli – ma bisogna superare l’idea che non si possa intervenire con azioni valide e concrete come offrire reti di ascolto e sostegno psicologico.”

Scagnelli e Francani, professioniste che lavorano da anni nel sociale, si sono incontrate nel 2017 durante il Master “Mediazione familiare e dei conflitti” organizzato da IRECOOP Piacenza insieme a GEA11, in collaborazione con Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati), Aequitas ADR (Alternative Dispute Resolution), Confcooperative Emilia Romagna, accreditato da Ordine Avvocati del Foro di Piacenza e Ordine Assistenti Sociali Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna.

Entrambe condividono la convinzione che sia possibile trasformare le crisi in punti di svolta, così come le ferite, i dubbi e le fragilità in punti di forza. Per farlo, occorre essere professioniste attente, capaci di raccogliere con delicatezza i pezzi di vita e di ripararli, facendo sì che chi ne ha bisogno riesca a porsi le domande giuste attraverso un dialogo guidato, come individuo, ma anche come coniuge o genitore. Per questo hanno deciso – una volta ottenuta la qualifica professionale al termine del master, nel 2019 – di creare RiMedio, unendo le competenze di due realtà piacentine attive da anni nel sociale, L’Arco e Casa del Fanciullo: con loro, un gruppo di professionisti, mediatori familiari, psicologi, counselor ed educatori professionali.

Nicoletta Corvi, direttore di Confcooperative Piacenza, evidenza come “Questo nuovo progetto è un esempio ulteriore di integrazione tra le cooperative, nostre associate, per la messa a valore, in sinergia, di competenze, esperienze e potenzialità che sommate sono in grado di rispondere in modo innovativo e puntuale ai bisogni delle persone e delle famiglie. E’ l’espressione in concretezza dell’attenzione costante alla rilevazione della “domanda sociale” che la cooperazione attua al fine di individuare risposte efficaci e “vicine” a ciò che le persone vivono, soffrono, necessitano.”

Spiega Elena Busca, responsabile di sede di IRECOOP Emilia-Romagna a Piacenza: “l’idea di Irecoop di realizzare un Master per la figura di Mediatore Familiare a Piacenza è nata proprio per dare l’opportunità, in particolare a operatori del mondo della cooperazione sociale piacentina, di arricchire le proprie competenze per poter accompagnare in modo qualificato e professionale le famiglie che vivono situazioni di crisi, separazione e conflitto, che inevitabilmente si ripercuotono sul benessere dei figli. La speranza di Irecoop e Confcooperative era appunto quella di creare figure professionali che potessero far nascere nuove progettualità, nuovi servizi, in risposta ai bisogni sempre più frequenti di risoluzione non conflittuale delle separazioni, passando attraverso il sostegno delle figure genitoriali e mettendo al centro il benessere dei minori coinvolti.”

A questo proposito, specifica Francani che “secondo l’Ami – associazione avvocati matrimonialisti italiani – ci sarà il 30% in più di separazioni e sono almeno 25 mila le coppie che avevano depositato il ricorso poco prima del lockdown e che sono attualmente ancora sotto lo stesso tetto. Si parla sia di separazioni giudiziali che consensuali. Una situazione che a volte porta purtroppo a strumentalizzare l’emergenza Covid, per negare il diritto di visita di uno dei genitori, esasperando i rapporti con conseguente sofferenza dei figli: dolore e stress nella coppia spesso si trasformano in rabbia e liti. In questo caso un percorso di mediazione familiare può riportare il dialogo nella coppia di genitori: il mediatore è infatti quel professionista in grado di far comprendere le reciproche posizioni, riportando al centro l’interesse dei minori. Aiuta a relazionarsi e a confrontarsi per il bene comune, i figli.”

 

Specifica Scagnelli: “Per quanto riguarda la separazioni, è importante farlo avendo la possibilità di far comprendere all’altro le proprie ragioni, di esprimere la propria rabbia, la delusione, dentro un contesto protetto come la mediazione. Avere la possibilità di darsi il tempo per elaborare la situazione e prendere insieme le decisioni per sè e per i propri figli è una grande opportunità per chiudere un capitolo senza rancori, senza astio, abbandonando la dimensione di coppia per costruire una nuova dimensione genitoriale.”

 

Parte del servizio RiMedio è infatti dedicato alla mediazione familiare, definita da alcuni avvocati come una efficace “medicina”, di cui le coordinatrici ci presentano i vantaggi: una riduzione dei tempi (una causa giudiziale sarebbe molto più lunga), decisioni comuni (prese insieme grazie all’intervento del mediatore, e non imposte da un giudice), un nuovo metodo di comunicazione, in cui la famiglia – che rimane tale, soprattutto quando ci sono dei bambini – apprende una nuova modalità di dialogo, basata sul rispetto e la pazienza, e infine una conclusione dell’accordo a cui si arriva evitando il più possibile inutili litigi e recriminazioni, per ottenere un divorzio consensuale e non giudiziale.

 

Non solo, la mediazione può essere di sollievo anche per gli avvocati esperti in diritto di famiglia, che spesso si trovano a gestire situazioni pesanti dal punto di vista emotivo: un lavoro integrato con quello dei mediatori familiari fa sì che la coppia o la famiglia arrivi dall’avvocato con un accordo definito e stabile, frutto di una soluzione condivisa, permettendo al professionista di dedicarsi esclusivamente agli aspetti legali e al procedimento giudiziario della separazione.

 

Accanto al servizio di mediazione familiare RiMedio offre inoltre un sostegno anche a chi soffre di disturbi d’ansia legati alla paura del contagio, al timore di uscire o di rimanere isolati, a chi ha subito il virus e non ha superato la paura, a tutti coloro che vivono un momento di fragilità, o desiderano superare una situazione conflittuale, in famiglia ma anche in ambiente lavorativo, in maniera serena. Non solo, i professionisti di RiMedio propongono anche un supporto ai genitori che desiderano confrontarsi sul proprio stile educativo e migliorare la comunicazione in famiglia.

 

Conclude Scagnelli citando Jacqueline Morineau, ideatrice del modello di mediazione umanistica: “La mediazione non  è una risoluzione ma una porta che si apre su un nuovo cammino. Aggiungo io, come individui e come genitori.”

 

Da sottolineare, infine, come in questo particolare periodo di emergenza sanitaria, a chi sta vivendo una di queste situazioni gestite dal servizio, le cooperative sociali offrono un primo supporto e una consulenza telefonica gratuita.

 

Maggiori informazioni scrivendo all’indirizzo e-mail: rimediopiacenza@gmail.com o chiamando Monica Francani (3892870093) e Maria Scagnelli (3669292385). Per approfondimenti e aggiornamenti, sono inoltre attivi i canali social Pagina Facebook “RiMedio” e profilo Instagram @rimediopiacenza.